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Cyber Damanhur

LE STORIE

Delle ostetriche
la nascita di Noemi
Il parto in casa
Il primo parto in casa a cui ho assistito è stato il mio poi ormai sono circa 350 i bambini che ho visto nascere . Ma non mi sono ancora abituata ed ogni volta è una scoperta! Ogni volta è un pezzetto nuovo che si aggiunge ed è difficile spiegare le emozioni del momento. C’è una parte tecnica che sicuramente mi compete ma ogni volta sempre di più mi rendo conto di quanto nascere e partorire non sia un avvenimento tecnico.Questa è la parte che ogni volta mi affascina mi emoziona ma anche mi coinvolge con tutte le energie. Ogni parto dicevo è una esperienza diversa e l’esperienza maturata mi ha solo affinato la capacità di stare nella situazione. Partorire credo che sia l’esperienza umana più forte che coinvolge ogni singola cellula, ogni più remota energia, senza niente tralasciare. E’ un momento che unisce alla morte e sappiamo tutti benissimo come nella natura la morte sia un elemento presente nella nascita, e come ogni donna che partorisce contatta profondamente questo aspetto di sè.Per le ostetriche le parole dette da una donna “non ce la faccio più, voglio morire “ sono il segno che il bambino sta per nascere ma è anche il momento in cui il limite tra la vita e la morte è più sottile e la sensazione è quella che si debba aprire una porta . Lavorando da poco in ospedale mi rendo conto di quanto questo momento sia vissuto diversamente , anche con le migliori intenzioni. Da parte della donna non c’è la scelta di partorire ma la richiesta più che giustificata di essere aiutata in un momento così intenso.Dalla parte degli operatori l’intervento l’aiuto toglie dall’ansia di vivere il momento.Non è un giudizio il mio ma la ennesima constatazione di quanto il partorire in casa ed anche assistere sia frutto di una scelta e di una volontà che ha delle motivazioni in puri ideali.Tutta questa riflessione l’ho fatta ben altre volte ma la porto dopo il parto di Fennek che per quanto perfettamente nella fisiologia, quindi naturale e senza nessun dubbio nella necessità di interventi tecnici ha richiesto molto impegno da parte sua. E c’è quel momento in cui la donna è stanca e la testina si affaccia, mancano solo 1 o 2 cm ,ma forse come per la Triade sono quelli che impegnano tutti veramente al massimo.Pochi centimetri ma ancora tante ore e lì il sapere che in ospedale con pochi interventi , una bella spinta sulla pancia e il taglio del perineo la bambino forse in meno di mezzora sarebbe nata fa riflettere. Quando ho fatto la scuola di ostetricia anche io avevo imparato che i parti si assistono così, sono i parti spontanei, soprannominati poi spintanei. Ho dovuto reimparare la fisiologia e tante donne mi hanno insegnato che il parto spontaneo è ben altra cosa: è superare quel momento in cui si vorrebbe morire e come operatore ho imparato a stare con la donna aiutandola a superare i suoi limiti che sono anche i miei. L’unica possibilità di aiuto è quella di farle cambiare posizione o di parlarle stando con lei e nell’osservare senza creare ostacoli, senza forzare , solo creando l’ambiente adatto a lascirsi andare, quella testina che ad ogni contrazione si intravede. In quel momento la consapevolezza della forza di una donna che partorisce e di un bambino che nasce ma questa forza deva essere chiamat, deve essere voluta perchè tagliare sarebbe molto più semplice. E allora qual’è la motivazione che mi fa fare questo? La cosapevolezza che dopo la forza e l’energia che una donna produce è molto maggiore e anche per il bambino c’è la stimolazione della propria energia vitale.Il vivere questo momento fino in fondo produce l’energia per diventare madri e per affrontare la vita attivando e stimolando i centri vitali. Tutto ciò ovviamente deve avere delle basi nella fisiologia. Il parto e la nascita hanno dei tempi e dei meccanismi che devono essere rispettati altrimenti non solo è lecito ma è necessario l’intervento ed è importante accettarlo. Noemi in tutto il suo andare e venire, affacciarsi e tornare indietro ha fatto sì che il perineo si sia aperto molto lentamente e il non toccarlo e le spinte della mamma hanno reso possibile una nascita senza bisogno di punti, molto dolorosi nel dopo parto. Per fortuna era anche di un peso proporzionato alla mamma e non come gli ultimi ercolini.


 


La Nascita
Associazione “PerLa Donna” DAMANHUR - Cell. 348/8721694
Associazione “La Cicogna” Biella - Cell. 348/8721694
E-mail:
info@lanascita.it
 

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