Nella teologia giudaico cristiana il dolore del parto è una punizione di Dio. Donna tu partorirai con
dolore.
E' una maledizione che è stata presa alla lettera: la donna deve soffrire e passivamente.
Nel 1591 ostetrica Agnes Simpson è stata bruciata sul rogo per aver usato il cloroformio per
addormentare la partoriente, rendendola del tutto passiva.
La sofferenza passiva è stata identificata con l'esperienza archetipica del parto, un destino femminile
universale, naturale presente in tutti gli ambiti della nostra esperienza.
Finchè non capiremo appieno
tutto ciò non avremo la conoscenza di noi stesse necessaria per passare da una secolare sofferenza
sopportata ad un nuovo attivo modo di essere.
Benjamin Rush, medico del diciottesimo secolo riferiva che per le donne indigene americane: la natura
è l'unica levatrice.
Il travaglio è breve, accompagnato da scarso dolore.
Le donne partoriscono da sole ,
in una capanna , senza neppure una persona del loro sesso ad assisterle.
Dopo essersi lavata con acqua
fredda, la donna riprende nel giro di pochi giorni le sue occupazioni consuete , insieme al bambino.
Cultura omegenea , primitiva - travaglio più breve e semplice rispetto a donne di cultura eterogenea
ed urbanizzata.
uomini piccoli- feto piccolo
madre e feto dello stesso ceppo fisico
parti in età giovane
Difficili malformazioni al bacino da rachitismo,malattia diffusa poi con la vita in casa
Non infezioni perchè nessuno la toccava .
USO DI POSIZIONI ISTINTIVE VERTICALI: Accovacciata.
Naturalmente le complicazioni erano fatali:podalico, gemelli, parto prematuro.
Anche oggi si sa che la maggioranza dei parti sono normali quindi si può ritenere che anche la
maggioranza delle nascite prima della storia fossero normali.
Quando l'uomo riconosce la sua paternità:
si racconta di donne che partoriscono sulle ginocchia di un uomo come su una sedia ostetrica assistite
da una parente.
Una donna partorisce con l'aiuto o l'appoggio morale di una nonna o di una amica o parente che ha già
avuto l'esperienza.
In seguito vengono chiamate MAMMANE o Comari.
Nella storia documentata, fino al diciottesimo secolo il parto era territorio quasi esclusivamente
femminile, per esperienza diretta , ma fin dall'antichità razionalizzazioni maschili su questo fatto .
Si passa da una società matriarcale nella quale il ruolo della maternità è riconosciuto come un potere,
epoca nella quale le divinità maggiori sono femminili:dea terra , luna , grande madre.
In Grecia grande cambiamento delle divinità in cui il dio Maggiore è Giove , maschile. La levatrice
Ateniese conosceva gli organi riproduttivi femminili molto meglio del medico ippocratico e la pratica
dell'ostetricia era indegna del medico maschio.
Il parto avveniva nel Gineceo dove le donne vivevano,
mentre l’uomo combatteva e conquistava.
Le levatrici ateniesi prescrivevano afrodisiaci,contraccettivi,
provocavano aborti.
Nel parto erano accompagnate da sacerdotesse che cantavano e recitavano
incantesimi per alleviare le doglie.
L'uomo medico interveniva sul parto solo nelle difficoltà: era
autorizzato ai rivolgimenti podalici.
Il rivolgimento podalico era già in uso nel 1500 avanti cristo in Egitto ma lo praticavani i Sacerdoti.
Le levatrici si occupavano con il loro sapere dei parti normali nelle complicazioni bisognava chiamare un
medico o un Sacerdote.
Il taglio cesareo venne riscoperto in Europa nel 1500 da un castraporci.
Altre pratiche mediche erano
le pressioni sulla pancia della donna ,oppure lo scuotimento sopra un telo o peggio le pratiche di
embriotomia .
Ostetricia distruttiva specialità che competeva ai medici maschi derivata dagli
insegnamenti di Ippocrate e Galeno.
E' così che l'ostetricia inizia a caricarsi di aspetti culturali di terrore
e di una curiosa aura di castigo.
Nella Roma antica tre tipi di levatrici: l'ostetrica, l'assistente, la Sacerdotessa che intonano canti per una
felice nascita.
Non ci sono testi scritti delle levatrici che agivano per esperienza, tutti i testi di ostetricia
sono scritti da medici che non si occupavano di parto naturale.
Con il cristianesimo si afferma ancora di più il concetto di peccato e di espiazione nel dolore e nella
sofferenza del parto.
Gli interventi sul parto vengono fatti da barbierie cerusici.
Per tutto il Medioevo l'ostetricia viene considerata una professione impura.
Ancora nel quindicesimo
secolo nei dipinti e nelle incisioni che raffigurano scene di parto sono presenti solo donne e la donna
partorisce in posizione verticale.
L'ottantacinque per cento dei molti milioni di persone condannate a morte erano donne, ma le vittime
preferite erano levatrici e guaritrici.
Sembra ovvio che in tutto il corso della storia l'ostetricia essendo uno dei pochi campi professionali
aperti alle donne deve aver attratto donne di intelligenza capacità e dignità non comuni.
Il medico compare nel diciassettesimo secolo e appare nel momento in cui la classe medica comincia a
controllare tutte le pratiche curative , rifiutando la veste professionale alle donne e a coloro che
avevano lavorato per secoli tra i poveri.
Il medico compare prima nelle corti, ad assistere le dame
dell'alta società,inizia rapidamente ad affermare l'inferiorità della levatrice come ignorante e sinonimo
di sporcizia.
Nel loro saggio Barbara Ehrenreich e Deirdre English esaminano l'ascesa di questa elitè
medica maschile emersa dalla soppressione delle guaritrici con secoli di caccia alle streghe.
L'inizio della assistenza al parto di Louise de la Valliere favorita di Luigi XIV , da parte di un medico
certo Boucher si fa risalire al 1663.
La moda di ricorrere ad un ostetrico,non tardò a diffondersi tra
l'aristocrazia francese. Nel 1551 un medico, Ambroise Paré scrisse un trattato in cui riprendeva la
tecnica del rivolgimento podalico, pratica probabilmente in uso preso le levatrici ma dimenticata dai
medici.
Nella scuola di medicina di Marburgo si studiò gli effetti della segale cornuta sui parti, pratica
usata dalle streghe levatrici.
La medicina riprese delle tecniche proprie delle ostetriche. prima maestra
Ostetrica fu Louise Bourgeois, moglie di un barbiere cerusico allieva di Paré che esercitò sia presso la
corte , sia all'ospedale pubblico di Parigi , dove curava la preparazione delle levatrici ed insegnava
l'ostetricia ai chirurghi.
Pubblicò dei testi ed i resoconti dei parti di Maria de 'Medici da lei assistita .
Le
cognizione delle levatrici vennero o sottratte e diffuse sotto forma di trattati scritti da Dotti uomini di
scienza o definite incantesimi o superstizioni da donnette.
Verso la fine del sedicesimo secolo con William Chamberlen, ugonotto emigrato in Inghilterra ha inizio
la grande trasformazione del parto.
La sua invenzione che fu tramandata per generazioni, il forcipe,
modifica anche la posizione del parto che da verticale diventa quella litotomica .
Il forcipe diventa uno
strumento nelle mani dei medici e se inizialmente usato sporadicamente , diventa uno strumento di
uso quasi comune.
Furono i medici come Julien Clement in Francia e Jhon Leake in Inghilterra che
diffusero l'uso della posizione litotomica, come preferibile per una donna in travaglio.
La levatrice
ricorreva alla sedia ostetrica od alla posizione eretta tuttora in uso al di fuori della cultura occidentale.
Nel 1760 Elisabeth Nihell scrive uno dei maggiori attacchi al medico ostetrico .
Un 'argomentazione
molto approfondita contro l'uso degli strumenti e a favore della pazienza , della competenza e della
naturale abilità delle donne nell'assistere i parti.
Accusa i chirurghi di ricorrere al forcipe per accelerare
la conclusione del parto abbreviando i tempi naturali , per loro comodità o a scopo sperimentale.
L'autrice riconosce la sua mancanza di esperienza con gli strumenti ed afferma che durante il suo
apprendistato all'ospedale di Parigi non ha mai assistito ad un parto in cui fossero necessari strumenti
anche se ogni mese venivano ricoverate cinque o seicento partorienti.
Ritiene che le mani siano lo
strumento più adatto per facilitare il parto.
Il parto non deve essere affrettato , la natura deve fare il
suo corso.
In caso di complicazioni si deve chiamare un medico, ritiene che le donne siano meno
presuntuose e più disposte a chiedere aiuto.
Ma le partorienti hanno bisogno di assistenza sin
dall'inizio e di pazienza.
Ruolo della levatrice come accompagnatrice del processo del parto